argomento: Normativa - DIRITTO FALLIMENTARE
Una legge modello sulla efficacia delle decisioni relative alle procedure concorsuali. – L’UNCITRAL (United Nations Commission on International Trade Law) ha adottato lo scorso 2 luglio una legge modello sul riconoscimento e l’esecuzione di decisioni relative alle procedure di insolvenza al fine di «integrare» la legge Modello del 1997 sull’insolvenza transfrontaliera.
La nuova legge modello mira a: 1) garantire certezza nella circolazione transfrontaliera delle decisioni relative a una procedura di insolvenza; 2) evitare la duplicazione dei procedimenti in Stati diversi; 3) semplificare e accelerare il riconoscimento; 4) promuovere la collaborazione tra le giurisdizioni coinvolte nella gestione dell’insolvenza; 5) massimizzare, per quanto possibile, il valore degli assets coinvolti.
L’art. 2, lett. d) definisce “Insolvency-related judgment” «a judgment that: (i) a) arises as a consequence of or is materially associated with an insolvency proceeding, whether or not that insolvency proceeding has closed, and b) was issued on or after the commencement of that insolvency proceeding, and (ii) does not include a judgment commencing an insolvency proceeding».
Quanto ai casi in cui il riconoscimento può essere rifiutato, il testo prevede il consueto limite dell’ordine pubblico dello Stato richiesto (art. 7) e introduce nell’art. 14 alcune cause ostative sulla falsariga di modelli largamente in uso nei sistemi nazionali, in convenzioni internazionali e negli atti dell’Unione Europea dedicati alla cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale.
Per quel che riguarda le cause ostative maggiormente attinenti alla materia dell’insolvenza, il testo prevede il rifiuto del riconoscimento di una sentenza che proviene da una procedura di insolvenza a sua volta non suscettibile di riconoscimento nello Stato richiesto.
Il rifiuto è altresì ammesso quando il riconoscimento può ostacolare la corretta gestione dell’insolvenza, oppure allorché i diritti dei creditori siano «materially affected» o, ancora, la sentenza provenga da un procedimento nel quale l’interesse dei creditori e del debitore non sono stati adeguatamente protetti.
L’UNCITRAL (United Nations Commission on International Trade Law) ha adottato lo scorso 2 luglio una legge modello sul riconoscimento e l’esecuzione di decisioni relative alle procedure di insolvenza al fine di «integrare» la legge Modello del 1997 sull’insolvenza transfrontaliera.
La nuova legge modello mira a: 1) garantire certezza nella circolazione transfrontaliera delle decisioni relative a una procedura di insolvenza; 2) evitare la duplicazione dei procedimenti in Stati diversi; 3) semplificare e accelerare il riconoscimento; 4) promuovere la collaborazione tra le giurisdizioni coinvolte nella gestione dell’insolvenza; 5) massimizzare, per quanto possibile, il valore degli assets coinvolti.
L’art. 2, lett. d) definisce “Insolvency-related judgment” «a judgment that: (i) a) arises as a consequence of or is materially associated with an insolvency proceeding, whether or not that insolvency proceeding has closed, and b) was issued on or after the commencement of that insolvency proceeding, and (ii) does not include a judgment commencing an insolvency proceeding».
Quanto ai casi in cui il riconoscimento può essere rifiutato, il testo prevede il consueto limite dell’ordine pubblico dello Stato richiesto (art. 7) e introduce nell’art. 14 alcune cause ostative sulla falsariga di modelli largamente in uso nei sistemi nazionali, in convenzioni internazionali e negli atti dell’Unione Europea dedicati alla cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale.
Per quel che riguarda le cause ostative maggiormente attinenti alla materia dell’insolvenza, il testo prevede il rifiuto del riconoscimento di una sentenza che proviene da una procedura di insolvenza a sua volta non suscettibile di riconoscimento nello Stato richiesto.
Il rifiuto è altresì ammesso quando il riconoscimento può ostacolare la corretta gestione dell’insolvenza, oppure allorché i diritti dei creditori siano «materially affected» o, ancora, la sentenza provenga da un procedimento nel quale l’interesse dei creditori e del debitore non sono stati adeguatamente protetti.