argomento: AGCM - DIRITTO FALLIMENTARE
La Prima sezione della Corte di Cassazione ha ribadito che «la domanda di concordato preventivo presentata dal debitore non per regolare la crisi dell’impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile» nella misura in cui «integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l’ordinamento li ha predisposti».
La pronuncia della Corte di Cassazione del 22 maggio 2023, n. 13997, è reperibile sul sito www.ilcaso.it al seguente link: