L’Autore esamina il tema della trasformazione delle società di capitali in impresa individuale, illustrando gli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali in materia.
1. La questione della ammissibilità della trasformazione. Nella prassi notarile si verificano, con estrema frequenza, la necessità oppure l’opportunità di dover procedere alla trasformazione, tout court, di società di persone e di società di capitali in impresa individuale. Codesta esigenza presuppone la risoluzione della questione teorica della trasformazione da società unipersonale in impresa individuale, quesito risolto in senso positivo dalla dottrina notarile, ma in senso negativo dalla limitata giurisprudenza, che ha avuto modo di dirimere i pochi precedenti sottoposti al suo vaglio, a livello di casistica. La discussione sull’ammissibilità della trasformazione di una società unipersonale [s.p.a. unipersonale, s.r.l. unipersonale] in impresa individuale comporta alcune conseguenze pratiche, con notevoli risvolti. Il socio della società unipersonale si trova, pertanto, di fronte ad un bivio: procedere alla trasformazione della società, qualora venga ritenuta ammissibile, oppure dovere necessariamente procedere al suo scioglimento ed alla sua ricostituzione, in termini quasi identici, in violazione del principio di economia dei mezzi giuridici.[1] Abbiamo pertanto, secondo quanto evidenziato da autorevole dottrina, una possibile alternativa tra un “procedimento diretto” ed un “procedimento indiretto”, essendo il procedimento indiretto costituito dallo scioglimento dell’ente coinvolto, con preventiva liquidazione, e successiva ricostituzione, ed essendo il procedimento diretto rappresentato dalla trasformazione del soggetto giuridico interessato, recta via.[2] La trasformazione di una società in impresa individuale non ha soltanto una valenza teoretica, bensì anche un rilevante riscontro, a livello operativo. Si pensi, a mero titolo esemplificativo e non limitativo, alla possibilità della conservazione di licenze amministrative già ottenute, nonché alla facoltà di preservare autorizzazioni speciali per l’esercizio dell’attività già conseguite e di perseguire la continuità del trattamento fiscale della propria posizione giuridica, anche ai fini delle eventuali agevolazioni. La vexata quaestio, a giudizio di chi scrive, deve essere affrontata esaminando,prima, la fattispecie della trasformazione da società in impresa individuale, in sé, ed, in seguito, studiando la medesima vicenda, a secondo del coinvolgimento in essa di società di persone oppure di società di capitali, contraddistinte dal fenomeno della unipersonalità. La figura giuridica della trasformazione è stata strutturata nel codice civile, a partire dagli articoli 2498 e seguenti, in un apposito “corpus” normativo, secondo un’ampia gamma, che ricomprende al suo interno, a livello dogmatico, la trasformazione progressiva, [continua..]