<p>Impresa Società Crisi di Palazzolo Andrea, Visentini Gustavo</p>
Il Nuovo Diritto delle SocietàISSN 2039-6880
G. Giappichelli Editore

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Il ruolo del giudice delle procedure concorsuali alla luce della riforma (di Giovanni Legnini)


L’intervento, muovendo dall’esame della posizione del Giudice nell’ambito delle procedure concorsuali, formula alcune considerazioni sul ruolo del Tribunale delle Imprese, alla luce dei lavori della commissione Rordorf.

Buongiorno a tutti, mi sia consentito ringraziare il Presidente Panzani ed il Professor Cavalli per l'invito a questo convegno di altissimo livello e qualità. Ho accettato il cortese invito sia per proseguire nella tradizione cui si riferiva il Presidente Panzani, della partecipazione del vicepresidente del Consiglio Superiore ad un evento di tale rilevanza, sia perché ritengo che questi appuntamenti, per le ragioni che chiarirò a breve, costituiscono occasioni di massimo valore. Il Presidente Vietti ha inaugurato questa prassi di partecipazione, peraltro quando si esercitava fruttuosamente nell’analisi e nella stesura del primo percorso di riforma della legge fallimentare, fra il 2005 e il 2006; in quella fase io ero agli inizi della mia esperienza parlamentare, lì ci conoscemmo e, certo, non avremmo potuto prevedere questo nuovo incontro in una fase di avvicendamento a Palazzo dei Marescialli. Muovo dunque dall'annuncio reso dal Presidente Panzani; l’evoluzione dei lavori della Commissione guidata da Renato Rordorf che ringrazio per il contributo elevatissimo che sta offrendo in una materia tanto delicata e complessa. I risultati cui è pervenuta la Commissione guidata dal Presidente Rordorf sono di grande pregio. Una volta entrata in vigore la legge di delegazione, occorrerà attendere i pareri sul decreto delegato e si giungerà alla dimensione di realtà applicativa, ovvero alle imprese, all’Avvocatura, al Giudice. Ecco, il fatto che nella fase di stesura conclusiva del testo di legge di delega si tende ad anticipare il confronto con la realtà costituisce un dato assolutamente positivo. Ritengo che su tali temi vi sia la necessità di un confronto poiché credo ci sia scarsa conoscenza e consapevolezza delle novità dirompenti. Ovviamente, il riferimento non è a questa platea; alludo al contesto di applicazione delle norme, a partire dal sistema delle imprese e delle professioni, ciascuno investito da cambiamenti già definiti sia che in itinere. Qualche tempo fa mi è capitato di partecipare a due confronti, uno dei quali con il Professor Ambrosini, su uno studio redatto dall’Università Bocconi, in relazione alla parabola degli accordi di ristrutturazione di debiti. Questo studio, nell'analizzare i risultati sin qui conseguiti dal lontano 2006, evidenzia come vi siano casi di applicazione concreta ed efficiente di questo rilevante strumento di risoluzione della crisi d'impresa. Ricordo l'ultimo convegno organizzato al Ministero dello Sviluppo Economico, ancora con il Professor Ambrosini ed altri: qualcuno accennò al fallimento di questo strumento; un istituto che non ha fallito, semplicemente è caduto vittima dell’oblio. Se chiediamo alle imprese italiane “sapete cos'è l’accordo di ristrutturazione dei debiti?”, ritengo che larga maggioranza degli imprenditori [continua..]

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