<p>Il giudizio civile di Cassazione di Ricci Albergotti Gian Franco</p>
Il Nuovo Diritto delle SocietàISSN 2039-6880
G. Giappichelli Editore

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La contendibilità dell´azienda in crisi (di Paola Vella)


La relazione fornisce un quadro critico del d.lgs. 83/2015 in generale e dei singoli strumenti da esso previsti per regolare la crisi d’impresa. Nel testo sono evidenziati possibili contrasti con il dettato costituzionale e sono rilevate alcune difficoltà definitorie e concettuali; inoltre, si dà atto degli stimoli provenienti dalla normativa dell’Unione Europea.

Una questione di metodo (prima ancora che di merito) L'ennesima "mini-riforma" concorsuale dell'estate 2015 - ancora una volta consegnata ad una decretazione d'urgenza (il decreto legge 27 giugno 2015, n. 83) poi significativamente incisa in sede di conversione (dalla legge 6 agosto 2015 n. 132, in vigore dal successivo 21 agosto) - pone stavolta, oltre alle consuete questioni di merito, anche una questione di metodo, mettendo a nudo una sorta di "strabismo" normativo, accompagnato da una qualche "miopia". E' noto, infatti, che appena pochi mesi prima il Ministro della Giustizia aveva istituito (con D.M. 28 gennaio 2015, integrato dal D.M. del 18 febbraio 2015) una apposita "Commissione per elaborare proposte di interventi di riforma, ricognizione e riordino della disciplina delle procedure concorsuali" - che dal suo Presidente ha preso il nome di "Commissione Rordorf" - composta da ben trentaquattro membri di variegata estrazione professionale (Consiglieri della Corte di Cassazione, Professori universitari, Avvocati, Dottori commercialisti, Giudici e Presidenti di vari Tribunali e Corti d'appello, responsabili degli Uffici legislativi di Confindustria ed Associazione bancaria italiana, oltre ad un componente del Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri ed un managing director), supportata da un Comitato scientifico - con compiti anche di segreteria tecnica - composto da ulteriori tredici membri (Magistrati dell'ufficio del Massimario della Cassazione, dell'Ufficio legislativo del Ministero della giustizia, di Tribunali, Procura ed Ispettorato generale, nonché il Vice capo di Gabinetto del Ministro dello sviluppo economico) e con la partecipazione ai lavori - con voto deliberativo - del Capo di Gabinetto e del Capo dell'Ufficio legislativo del Ministro della giustizia, del Capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del consiglio dei ministri nonché dei Capi degli Uffici legislativi del Ministero dell'Economia e delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo Economico. Un parterre oggettivamente affidabile, perchè capace di esprimere caleidoscopicamente l'ampio spettro delle professionalità e competenze coinvolte nella materia della crisi di impresa. Senza contare poi l'apporto finale delle audizioni dei Presidenti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, del Consiglio nazionale Forense, di Confindustria, dell'Associazione fra le società italiane per azioni (Assonime) e dell'Associazione bancaria italiana (Abi), disposte prima della elaborazione definitiva delle proposte. Ad una siffatta Commissione il Ministro aveva affidato il compito, tra l'altro, di operare una «razionalizzazione, semplificazione e uniformazione dei procedimenti previsti dalla legge fallimentare, anche in relazione al raccordo con la disciplina del processo civile telematico», nonché la [continua..]

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